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Storia e Arte


Il castello

Tra il XIII ed il XIV secolo fu compiuta la fortificazione del castello, il vero e proprio centro storico del paese, caratteristico per i suoi antichi portici o mercati coperti e per la sua forma di vascello, con la punta rivolta verso valle.

Il tardo Medioevo fu il periodo in cui Saltara conobbe un grande splendore e si fortificò per difendersi dalle incursioni degli abitanti di Cagli e Fossombrone.
Strinse alleanza con la vicina Fano ed insieme a Fano passò successivamente sotto il dominio dei Malatesti di Rimini. Saltara ne adottò lo stemma (Dragone alato che costituiva parte dell'emblema militare della famiglia riminese). Finì poi sotto il dominio dello Stato Pontificio. Forse per questo molte furono le chiese, ora in gran parte chiuse.

In questo paese, come risulta da alcuni documenti, esistevano quattro Confraternite (associazione locali di laici cattolici riconosciute dai Vescovi, ma fondate e gestite in modo autonomo dai loro membri). Queste associazioni avevano sede in una chiesa del paese ed oltre ad occuparsi del buon funzionamento delle cerimonie religiose, si prefiggevano anche uno scopo umanitario (opere nel sociale).


Ex Chiesa "della Fonte" o "del SS. Sacramento"

Si tratta di un piccolo edificio a navata unica con due cappelle laterali, sorge appena al di fuori del centro murato di Saltara; è dedicata alla "Divina Maria delle Grazie sopra la Fonte di Saltara", in quanto venne costruita proprio vicino ad una fontanella. Ancora oggi dalla sacrestia si sente sgorgare acqua corrente. Il nome della chiesa inciso nella lapide, piuttosto lungo, fu abbreviato dai fedeli e quindi la chiesa fu chiamata "chiesa della fonte" o "chiesa Madonna della fonte".
Essendo poi diventata sede della pia confraternita del Santissimo Sacramento (una delle tre più antiche che esistevano già fin dal '500), essa è anche chiamata "chiesa del SS. Sacramento".

Lapide della Ex Chiesa 'della Fonte' o 'del SS. Sacramento'

Non si conosce l'anno di costruzione della Chiesa, ma solo l'anno del primo restauro (1595), come ricorda la lapide conservata sulla parete di sinistra, che riporta fra altro anche il nome della Chiesa stessa:
D.O.M. TEMPLUM DIVAE MARIAE GRATIARUM SUPER SALTARIE FONTEM VETUSTATE COLLABENS CORP. XPI SOCIETAS INSTAURANDUM ATQUE AUGENDUM CURAVIT ANNO AB INCARNAT DOMINICA MDXCV SUB PRIORATU JOH DOMINICI SERBALDI ET MATTHEI HADRIANI
Traduzione: A Dio ottimo massimo. La Società del Corpus Cristi ha curato il restauro e l'ampliamento della chiesa della divina Maria delle Grazie sopra la fonte di Saltara in rovina per l'antichità nell'anno 1595 dopo la festa dell'Incarnazione (25 marzo) sotto il priorato di Gian Domenico Serbaldi e Matteo Ariani.

All'interno sono conservate due tele di Scuola baroccesca:
Ultima Cena (‘600): Posto sull'altare maggiore, il dipinto raffigura l'Ultima Cena, riproduzione esatta della tela di Federico Barocci (1535-1612) conservata nella Cappella del Sacramento del Duomo di Urbino.
La tela, di stile manieristico, posta sul lato destro raffigura Sant'Antonio da Padova a cui appare la Madonna con Gesù Bambino, attribuita a Francesco Guerrieri (1589-1657), nato a Fossombrone.

Le opere di maggiore interesse artistico sono i due affreschi attribuiti a Giovanni Antonio di Bellinzoni da Pesaro (ca. 1415-ca.1477), protagonista del tardo gotico marchigiano che ha eseguito anche un ciclo di affreschi (Crocifissione) nella chiesa di S. Francesco di Rovereto/Saltara, uno dei primi (ca. 1211) conventi francescani delle Marche.

affresco della Madonna della Misericordia

G. A. di Bellinzoni: Madonna della Misericordia (sec. XV) Nella cappella di sinistra è posto l'affresco raffigurante la Madonna della Misericordia nella sua iconografia più classica, quella con l'ampio mantello che protegge i fedeli in preghiera; tra di loro anche i committenti (?) dell'opera; la Madonna è circondata da angeli ed in alto domina la figura del Padre Eterno benedicente. E' attribuito a Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro. Alla sinistra San Sebastiano e Santa Mustiola (?), alla destra San Bernardino e Sant'Antonio; alcune notazioni stilistiche fanno ritenere che l'opera sia databile attorno al 1470. Fu aggiunta una cornice con pilastri di stile barocco.
G. A. di Bellinzoni: Madonna delle Grazie in trono (sec. XV) L'affresco, ca. 1470, raffigura la Madonna in trono col Bambino, nella tipica iconografia dedicata al culto della Madonna delle Grazie; è collocata nella sacrestia della chiesa, proprio al di sopra della fonte. Attribuito al pittore pesarese Giovanni Antonio Bellinzoni (ca. 1415-ca.1477), è quasi certamente coevo all'affresco che rappresenta la Madonna della Misericordia all' interno della chiesa.

La chiesa, di proprietà comunale, è visitabile su richiesta.


Chiesa di San Pier Celestino

E' oggi la chiesa principale del paese. Un tempo era la sede della Confraternita dell'Addolorata (unica confraternita composta unicamente da donne. Era presente in processione in occasione della morte di qualcuno, solo dietro compenso.) All'interno, sul primo altare di sinistra, la tela che raffigura S.Sebastiano trafitto da frecce, curato dalla matrona Irene. L'affresco è attribuito alla Scuola baroccesca. S.Sebastiano è il Santo patrono del Comune di Saltara e viene festeggiato il 20 gennaio. San Sebastiano, guardia pretoriana, visse al tempo dell'imperatore Diocleziano (III secolo). Per la sua militanza nel Cristianesimo fu condannato a morte tramite il supplizio delle frecce.


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Chiesa del Gonfalone

Era la sede della Confraternita omonima. All'interno la tela dell'Assunzione della Madonna in cielo ed un soffitto a cassettoni con decorazioni in oro e fiori.


Santuario della Villa

Santuario della Villa

La costruzione, avvenuta nel 1790, fu affidata a tre architetti: la facciata a Cesare Selvelli, la gradinata ed il parapetto a Prospero Selvelli e l'interno ad un architetto di Senigallia. La facciata principale presenta una serie di colonne in rilievo, una grande apertura a forma di finestra, un grande portale e sopra un triangolo, simbolo della Santissima Trinità. All'interno anche una tavola rappresentante la Madonna del Rosario eseguita da Sebastiano Ceccarini. Era questo santuario la sede della Confraternita del Rosario.


Centro storico

Si può raggiungere il centro storico o salendo la gradinata che parte dalla piazza principale del paese oppure percorrendo via Corridoni che è delimitata, sul lato sinistro, dalla cinta muraria, ben conservata. In Piazza B.Buozzi si affacciano il Comune e la torre campanaria con il simbolo del "drago". E' tipicamente medievale la presenza ravvicinata dei luoghi che rappresentano i tre poteri: Comune (potere politico), Chiesa di S.Lucia (potere religioso), Mercati coperti (potere economico).

Mercati coperti

Caratteristici i Mercati coperti, utilizzati anticamente quale passo carrabile per permettere l'accesso, nel centro abitato, dei generi di prima necessità. Successivamente questi spazi coperti vennero adibiti per il mercato settimanale, grazie ad una concessione dei Malatesti nel 1489. Prima di tale data il mercato si teneva fuori le mura. Fu Novello Malatesti a concedere all'università di Saltara (cioè a tutta la collettività) di fare il mercato una volta la settimana, il mercoledì (1449). Allora, non esistendo i negozi, il mercato venne trasferito in luoghi coperti ciò per ragioni igieniche. L'architettura si presenta a portico; in Italia una simile struttura si può trovare solo nel borgo di Brisighella, piccolo comune nei pressi di Faenza.

Dai Mercati coperti, scendendo una rampa di scale, si accede ad un minuscolo e grazioso giardino pensile. Questo angolo è stato valorizzato grazie al contributo di più scuole: la Scuola Media di Saltara che è riuscito a coinvolgere la Scuola edile di Pesaro per la pavimentazione, l'Istituto Agrario di Pesaro per il verde, l'Istituto d'Arte di Fano per progettazione del blocco raffigu-rante i "tre draghi".


S.Francesco in Rovereto

La chiesa sorge a circa un Km da Saltara, su una collina circondata da boschi di querce (roveri). La tradizione vuole che in questo luogo S.Francesco abbia fondato un convento. La chiesa venne costruita nel 1434 come indica l'iscrizione dell'abside "Magister Marcus fecit". La chiesa è un esempio di tardogotico, fra i più importanti nelle Marche. All'interno la Chiesa è abbellita da affreschi: nello spazio centrale quello raffigurante la Crocifissione al centro e sui lati S.Pietro S.Giovanni. S.Paolo, S.Mustiola, S.Sebastiano, S.Francesco ed il Beato Galeotto Malatesti, opera di Giovanni Antonio Bellinzoni Un altro affresco , collocato nel nucleo primitivo della chiesa, opera di Allegretto Nuzi, eseguito nella seconda metà del Trecento, rappresenta la Crocifissione con S.Francesco, in ginocchio, ai piedi della croce, insieme alla Vergine e S. Giovanni. Altri affreschi, attribuiti a pittori locali, sono stati ultimamente restaurati.


Villa S. Martino (Palazzo del Balì)

Sul panoramico colle di cipressi secolari della frazione "San Martino" di Saltara sorge la splendida Villa del Balì, sede di un Planetario e Museo interattivo della Scienza.

La Storia: In epoca romana tale zona era consacrata a Marte. Già prima dell'anno mille risulta esservi una cappella dedicata a San Martino, che nel 1165 fu donata ai canonici della cattedrale di Fano. Non è da escludere che fino al 1344 la cappella fosse una commenda templare.
Nel 1399 divenne proprietà della famiglia dei conti Negusanti di Fano. Vincenzo Negusanti (1487-1573), uomo di grande cultura e scienza, fece costruire una vasta residenza di campagna adiacente alla chiesa di San Martino, da lui stesso riedificata (1568) e alla quale aggiunse 4 torri che utilizzava per i suoi studi di astronomia.
Il nome "Balì" deriva dal grado di Gran Priore Balì ottenuto dal Conte Marcolini, Cavaliere dell'Ordine di S.Stefano Papa e Martire, che acquistò la villa dai Negusanti nel 1677. Ampliata, rimaneggiata e ristrutturata nel corso dei secoli, essa ha assunto l'aspetto esterno attuale nel XVIII secolo, con l'apposizione di una imponente scalinata di accesso centrale a doppia rampa.
Nel 1852, la proprietà passò ai Gesuiti, quindi andò al Collegio Convitto Nolfi, che fu abolito nel 1944, quando la Villa del Balì divenne proprietà del Comune di Fano.
Attualmente essa è concessa in comodato trentennale al Comune di Saltara.

Il Museo: In linea con la tradizione scientifica della villa, dal maggio 2004 essa ospita il Museo del Balì, planetario e museo interattivo della scienza, con delle attività quali astronomia, astrofisica, matematica e fisica. "Il Balì" offre 35 postazioni interattive adatte a coinvolgere il pubblico nella sperimentazione dei fenomeni naturali (motto: "Vietato NON toccare"), laboratori didattici, un prestigioso planetario, l'osservatorio astronomico, sala convegni, punto ristoro e l'annesso country house "Villa San Martino". Le attività proposte sia per visitatori occasionali sia per esperti, insegnanti, scuole e gruppi, persone di ogni età, comprendono visite guidate (e animate) del museo, giochi d'esplorazione, avventure nella scienza, corsi, sperimentazioni e consulenze didattiche.

Apertura al pubblico: sabato (16:00-20:30), domenica (15:00-20:00) e su prenotazione; per aperture straordinarie ("La scienza non va in vacanza") ed estive consultare www.museodelbali.org
Apertura per scuole/gruppi su prenotazione dal martedì alla domenica
prenotazioni@museodelbali.org,  tel +39 0721 892390

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